Allergenda

Allergia al gatto: sintomi, rimedi e cosa sapere

Vuoi approfondire o parlare con me? Vai alla mia scheda completa.
allergia al gatto cure e rimedi

L’Italia è un paese per gatti: si stima, infatti, che nella case degli italiani vivano 12 milioni di mici, addirittura più presenti dei cani che sarebbero “solo” 9 milioni.

Non sono però solo i felini a essere tanti, ma anche gli allergici: l’allergia al gatto, secondo un recente studio, interesserebbe circa il 5% dei soggetti allergici in Italia. Proprio a loro è dedicato questo articolo, in cui sono riportate tutte le informazioni di base per gestire la propria condizione.

Allergia al gatto: di cosa si tratta

Cominciamo con un’importante puntualizzazione, che va contro una convinzione diffusa: l’allergia al gatto non dipende dal pelo… o quantomeno non direttamente. Potremmo dire, quindi, che l’allergia al pelo di gatto “non esiste”.

L’allergia ai gatti, piuttosto, è una reazione immunitaria verso specifiche proteine prodotte dall’animale, principalmente la Fel d 1, presente nella saliva, nelle secrezioni sebacee della pelle e in altre parti del corpo del gatto.

Allergia al pelo di gatto: quindi esiste o no?

Molti usano l’espressione allergia al pelo del gatto, ma come abbiamo visto è una definizione impropria. Ma il pelo, quindi? È del tutto ininfluente?

Non esattamente; quando il micio si lecca il pelo, la proteina Fel d 1 si deposita sul mantello e da lì si diffonde nell’ambiente, trasportata anche da forfora, polvere e micro-particelle sospese nell’aria.

Quindi, è vero che non esiste l’allergia al pelo del gatto, ma i peli sono sicuramente corresponsabili nel provocare i sintomi allergici.

Allergici si nasce o si diventa?

Non si nasce allergici agli animali. Perché si sviluppi un’allergia – inclusa l’allergia al gatto – sono necessari due fattori fondamentali:

  1. Predisposizione genetica – Alcune persone possiedono una “facilità” biologica nel produrre anticorpi contro determinate sostanze. Tuttavia, non esistono test predittivi in grado di dirci oggi chi diventerà allergico in futuro.
  2. Esposizione all’allergene – È il contatto, spesso in età infantile, con gli allergeni del gatto che spinge il sistema immunitario a “decidere” se tollerarli o considerarli pericolosi. Se l’organismo opta per la seconda strada, ogni successiva esposizione scatenerà i classici sintomi dell’allergia al gatto.

In sintesi: la predisposizione è innata, l’allergia no. Gli allergeni devono essere incontrati affinché l’organismo sviluppi la reazione.

Come si diffonde la proteina Fel d 1

La Fel d 1 è una proteina molto resistente e “appiccicosa”. Si lega facilmente al pelo del gatto stesso, ai frammenti di pelle, alle particelle di polvere e ai tessuti.

Questo spiega come mai si possono riscontrare sintomi da allergie ai gatti anche dove di gatti non se ne vedono: le particelle possono rimanere appiccicati a vestiti e tessuti, e rimanere presenti nelle abitazioni anche dopo molto tempo che sono state visitate da un gatto.

La diffusione dell’allergene è amplificata dalle naturali abitudini del gatto, che si prende cura del proprio mantello leccandosi in continuazione, spargendo così nell’ambiente quantità significative di allergeni.

Esistono gatti “anallergici”?

Non esistono davvero gatti (né cani) “anallergici”. Qualsiasi gatto produce allergeni, anche se alcune razze possono produrne meno. Da notare che:

  • la quantità di allergeni varia più da individuo a individuo che da razza a razza
  • la lunghezza del pelo non influisce necessariamente sul rischio allergico (anche se sicuramente “più peli=maggiore rischio di diffusione dell’allergene”)
  • nessun allevatore può garantire un gatto realmente “ipoallergenico”

allergia al gatto sintomi

Allergia al gatto: sintomi

I sintomi dell’allergia al gatto possono comparire pochi minuti dopo l’esposizione oppure manifestarsi nel tempo. In genere sono: respiratori, oculari, cutanei.

Sintomi respiratori

  • starnuti frequenti
  • naso chiuso o che cola
  • prurito al naso
  • tosse secca
  • respiro affannato o sibili

Sintomi oculari

  • occhi rossi
  • lacrimazione
  • prurito
  • sensazione di sabbia negli occhi

Sintomi cutanei

  • rossore
  • pomfi
  • orticaria
  • prurito nelle zone toccate dal gatto

L’intensità dei sintomi può variare da individuo a individuo, ma nei casi più gravi, l’allergia può anche arrivare a peggiorare forme di asma già esistenti.

Allergia al gatto, rimedi: cosa funziona davvero

Affrontare l’allergia al gatto non significa necessariamente rinunciare all’animale. Esistono numerosi rimedi e accorgimenti utili.

Rimedi medici

I rimedi medici per l’allergia ai gatti includono i farmaci che servono non tanto per eliminare del tutto l’allergia, quanto piuttosto per tenere sotto controllo (o ridurre sensibilmente, nel caso dell’immunoterapia) i sintomi. Includono:

  • Antistaminici: riducono prurito, starnuti e congestione
  • Corticosteroidi nasali: controllano l’infiammazione
  • Colliri antiallergici: ideali per i sintomi oculari
  • Immunoterapia specifica: il cosiddetto “vaccino”, consiste in un trattamento a lungo termine che può ridurre significativamente la sensibilità agli allergeni

Rimedi naturali e abitudini utili

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti quotidiani che possono rendere più facile la “convivenza” con il gatto e con gli allergeni che porta con sé. Tra questi:

  • lavaggi nasali con soluzione fisiologica
  • purificatori d’aria con filtro HEPA
  • aspirare frequentemente con aspirapolvere con filtri HEPA
  • eliminare tappeti e tessuti pesanti
  • arieggiare ogni giorno
  • evitare che il gatto entri in camera da letto
  • lavare coperte, cuscini e superfici su cui il gatto si sdraia

Cura del gatto per ridurre gli allergeni

Anche la cura del gatto può fare la sua parte nel tenere sotto controllo i sintomi dell’allergia, soprattutto perché, come abbiamo visto, per quanto l’allergia non sia causata direttamente dai peli, questi concorrono sicuramente a diffondere l’allergene. Di seguito alcuni consigli:

  • spazzolatura regolare (meglio se all’aperto)
  • pulizia del pelo con salviette specifiche
  • dieta equilibrata per ridurre la forfora

allergia al pelo di gatto

Una persona allergica può vivere con un gatto?

Amanti dei gatti, potete stare tranquilli: da quanto riportato sopra, si può desumere che sì, è possibile vivere con un gatto in casa anche per gli individui allergici, anche se ovviamente con tutta una serie di accorgimenti specifici da seguire per mitigare i sintomi.

È però opportuno valutare altri fattori: ad esempio, una persona che già soffre di asma o che ha sintomi allergici molto marcati dovrebbe pensarci bene prima di mettersi un micio in casa. In caso di dubbi, è sempre opportuno rivolgersi a uno specialista.

L’allergia al gatto in breve

Si nasce allergici al gatto?
No. Servono predisposizione genetica ed esposizione all’allergene.

È vero che l’allergia dipende dal pelo di gatto?
Non direttamente: il pelo trasporta gli allergeni, ma non li produce.

I gatti anallergici esistono?
No, tutti i gatti producono allergeni, anche se in quantità variabili.

Quali sono i sintomi più comuni?
Starnuti, occhi rossi, naso che cola, prurito e tosse.

L’allergia al gatto può migliorare?
Sì, con immunoterapia e riduzione degli allergeni domestici.

È possibile convivere con un gatto anche se si è allergici?
Sì, con le giuste precauzioni e una terapia adeguata.

ALLERGIE A ....

Sei allergico ai gatti e vorresti trovare il modo per “convivere” al meglio con il tuo micio? Allora scarica la guida gratuita di Allergenda dedicata alle allergie agli animali domestici!

Compila il form per una visita o maggiori informazioni
Torna in alto