L’allergia agli acari della polvere è molto diffusa: questi piccoli aracnidi, di fatto invisibili a occhio nudo, rappresentano uno degli allergeni più comuni negli ambienti domestici.
In precedenza abbiamo già visto quali possono essere le strategie per arginare il rischio di allergia. In questo articolo, invece, prendiamo in considerazione la questione da un altro punto di vista: esiste un periodo peggiore per l’allergia da acari della polvere?
L’allergia agli acari è stagionale?
No: a differenza delle allergie ai pollini, l’allergia agli acari non è stagionale, ma è perenne, ovvero è presente durante tutto l’anno, poiché gli acari della polvere vivono nei tessuti, nei tappeti e nei materassi delle nostre abitazioni, “al riparo” dalle intemperie.
Tuttavia, vengono registrati due picchi di proliferazione di questo organismo: il primo, più intenso, nel periodo autunnale (tra ottobre e novembre), il secondo in primavera (tra aprile e maggio). Vediamo come si comporta questa allergia nel corso delle quattro stagioni.
Allergia agli acari in primavera
La primavera è una delle stagioni in cui l’allergia agli acari può dare più fastidio, non tanto perché questa stagione favorisca di per sé l’esposizione all’allergene, dato che il clima più mite rende più frequenti i ricambi d’aria casalinghi e le sortite all’aperto, quanto piuttosto perché il disturbo si può andare ad assommare alle frequenti allergie ai pollini primaverili.
Soprattutto chi vive in una casa umida o poco ventilata dovrebbe approfittare di questo periodo per curare l’igiene degli ambienti interni, la pulizia di tappeti e tende e la ventilazione delle camere da letto.
Allergia agli acari in estate
Durante l’estate l’allergia agli acari può attenuarsi un po’, ma non sparisce mai del tutto. Ad aiutare sono gli ambienti più ventilati, più tempo passato all’aperto e quindi minore permanenza in spazi chiusi dove gli acari proliferano. D’altro canto, se la casa è molto umida, o l’aria condizionata è poco curata, gli acari possono continuare a rappresentare un problema.
In questa stagione un occhio di riguardo dovrebbe essere prestato alla manutenzione dei climatizzatori, che se non sono ben mantenuti potrebbero accumulare polvere che poi andranno a disperdere nell’ambiente domestico. In aggiunta, proprio l’aria condizionata potrebbe spingere ad aerare meno le camere, favorendo così la proliferazione degli acari.
Allergia agli acari in autunno
L’autunno è spesso il periodo critico per l’allergia agli acari, a causa della concomitanza di una serie di fattori. Da un lato, le piogge più frequenti e l’aumento dell’umidità favoriscono la proliferazione degli acari e delle muffe nell’ambiente interno. Dall’altro, l’accensione dei termosifoni crea in casa un ambiente caldo e secco che, paradossalmente, facilita la dispersione degli escrementi degli acari e il rilascio di allergeni nell’aria.
Va poi tenuto conto che con le piogge e i primi freddi si passa più tempo al chiuso, diminuisce la ventilazione dell’ambiente e aumenta l’esposizione quotidiana agli allergeni domestici… come gli acari, per l’appunto.
In sostanza, l’umidità relativa più elevata e la scarsa aerazione contribuiscono nei mesi autunnali a una maggiore concentrazione di acari nei materassi, divani e tappezzeria. Per questi motivi, chi è allergico agli acari spesso percepisce sovente un peggioramento dei sintomi (congestione nasale, prurito, tosse, respiro più difficoltoso) proprio in autunno.
Allergia agli acari in inverno
In inverno, complice il freddo, l’allergia agli acari della polvere può continuare a rappresentare come in autunno un problema notevole, poiché il tempo trascorso al chiuso è ancora preponderante. Tuttavia, le piogge in genere meno frequenti possono portare a un calo dell’umidità.

Allergia acari: il periodo peggiore
Come abbiamo visto, l’allergia agli acari è perenne, cioè può manifestarsi tutto l’anno, ma l’autunno rappresenta spesso il momento in cui i sintomi peggiorano in virtù delle condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione degli acari e alla concentrazione degli allergeni.
Conoscere questa dinamica stagionale è utile per anticipare le misure preventive (igiene domestica, ventilazione, controllo umidità) e programmare eventuali trattamenti medici con maggiore efficacia. Se percepisci un peggioramento dei tuoi sintomi allergici in autunno, è il momento giusto per prenotare una visita allergologica e valutare come intervenire per migliorare la qualità della tua vita quotidiana.
Cosa fare tutto l’anno
Per contrastare l’allergia agli acari sono necessarie alcune accortezze nella gestione degli ambienti domestici, tutto sommato le stesse in ogni stagione: tenere sotto controllo l’umidità, aerare di frequente le stanze, cambiare spesso la biancheria da letto, lavare materassi e cuscini a temperature elevate, evitare tappeti e moquette. Queste “strategie”, però, diventano di sicuro più importanti nei periodi di massimo rischio, come l’autunno e l’inverno.
Il prick test invece è stagionale?
Il prick test per l’allergia agli acari può essere compiuto in qualsiasi momento dell’anno, anche in primavera e in concomitanza con la diffusione di pollini e altri allergeni. Con un’unica accortezza: è necessario interrompere eventuali terapie con antistaminici nella settimana precedente il test.
Nel caso in cui il paziente non potesse interrompere la terapia antistaminica, o fosse affetto da qualche condizione dermatologica che rende la sua pelle troppo sensibile a un prick test (ad esempio una dermatite in atto), allora l’allergologo potrebbe decidere di prescrivere il test delle immunoglobuline E (IgE) responsabili delle reazioni allergiche anche agli acari. Questo è un comune esame del sangue, quindi meno immediato del prick test, poiché è necessario attendere alcuni giorni prima di avere i risultati.
Allergia agli acari: domande e risposte
Cos’è l’allergia agli acari della polvere?
È una delle allergie più diffuse e dipende da piccoli aracnidi invisibili che vivono nelle case.
L’allergia agli acari è stagionale?
No, è perenne: può dare sintomi tutto l’anno.
Esistono periodi di maggiore proliferazione degli acari?
Sì, due picchi: in autunno (ottobre-novembre) e in primavera (aprile-maggio).
Com’è l’allergia agli acari in primavera?
Può peggiorare a causa del picco di proliferazione e perché si somma spesso all’allergia ai pollini.
Cosa è utile fare in primavera?
Pulire bene casa, arieggiare gli ambienti e curare l’igiene di tappeti, tende e camere da letto.
Com’è l’allergia agli acari in estate?
Può attenuarsi, ma non scompare del tutto.
Perché in estate può migliorare?
Si passa più tempo all’aperto e gli ambienti sono più ventilati.
Perché l’autunno è il periodo più critico?
Perché in questo periodo assistiamo a un picco di proliferazione, per l’aumento dell’umidità, il riscaldamento acceso e la minore ventilazione.
Com’è l’allergia agli acari in inverno?
Può restare intensa perché si passa molto tempo al chiuso, anche se l’umidità può diminuire.
Qual è il periodo peggiore per l’allergia agli acari?
L’autunno è spesso il momento più problematico.
Perché è utile conoscere l’andamento stagionale?
Per prevenire i sintomi e programmare meglio le cure.
Cosa fare tutto l’anno contro gli acari?
Arieggiare spesso, controllare l’umidità, lavare la biancheria ad alte temperature ed evitare tappeti. E seguire i consigli delle guide gratuite di Allergenda!
Il prick test per gli acari è stagionale?
No, può essere fatto in qualsiasi periodo dell’anno.
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